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La pensione integrativa

Tempo di lettura: 10 minuti.

Ecco una guida pratica e veloce per avere le prime fondamentali informazioni sul mondo della previdenza integrativa. Una decina di minuti del vostro tempo e avrete le idee un po’ più chiare su cosa ci conviene fare per assicurarci un futuro pensionistico dignitoso.

BUONA LETTURA!

La pensione integrativa è una forma di risparmio pensionistico, che si aggiunge alla pensione di base del regime pubblico obbligatorio (primo pilastro) e costituisce il secondo pilastro del sistema pensionistico italiano.

Il suo scopo è quello di contribuire a mantenere un tenore di vita adeguato anche dopo il pensionamento, in un regime tutelato e fiscalmente vantaggioso. Inoltre, grazie alla rendita integrativa temporanea anticipata (R.I.T.A.), può anche permettere di andare a riposo prima di aver raggiunto la normale età pensionabile prevista dalla legge.

PREVIDENZA INTEGRATIVA: COME FUNZIONA?

La pensione pubblica opera con il meccanismo della “ripartizione” in virtù del quale i lavoratori attuali con i propri contributi finanziano le pensioni correnti.

I fondi pensione della previdenza integrativa, invece, operano nei mercati finanziari secondo il meccanismo della capitalizzazione: i contributi periodici vengono versati ed investiti secondo una linea di gestione (obbligazionaria, azionaria, mista o garantita) scelta dall’iscritto.

Al momento del pensionamento, il capitale accumulato, dato dalle risorse versate e dai rendimenti ottenuti, viene erogato sotto forma di pensione integrativa in rendita e/o capitale.

FONDI PENSIONE: LE TIPOLOGIE

fondi pensione sono lo strumento finalizzato proprio a questo e vengono classificati in diverse tipologie a seconda del soggetto che li istituisce e delle modalità di adesione.

Tipologie di risparmio

Si distinguono in:

  • Fondi pensione aperti: in cui l’adesione è aperta, a prescindere dalla condizione lavorativa, a tutti coloro che intendono costruirsi una pensione integrativa rispetto a quella di base e sono istituiti da banche, assicurazioni, SGR (società di gestione del risparmio) e SIM (società di intermediazione mobiliare). Oltre all’adesione del singolo, ammettono anche adesioni in forma collettiva.
  • PIP (Piani Individuali Pensionistici): sono forme pensionistiche complementari individuali rivolte a tutti coloro che, indipendentemente dalla propria situazione lavorativa, intendono costruirsi una rendita integrativa e sono istituite esclusivamente da compagnie assicurative.
  • Fondi pensione chiusi (o negoziali): nei quali, a differenza delle tipologie precedenti, l’adesione è riservata a specifiche categorie di lavoratori (ad es. metalmeccanici, avvocati ecc,) e sono istituiti sulla base di accordi tra le organizzazioni sindacali e aziendali.
L’ADESIONE ALLA PREVIDENZA INTEGRATIVA

L’adesione alla previdenza integrativa  è sempre su base volontaria, in particolare:

La previdenza come protezione
  • ai fondi pensione chiusi possono aderire solo i lavoratori appartenenti alla categoria di riferimento
  • ai fondi pensione aperti può aderire chiunque, sia in forma individuale che collettiva
  • ai PIP può aderire chiunque ma solo in forma individuale
  • i lavoratori che potrebbero iscriversi ai fondi chiusi possono aderire anche ad un fondo aperto o un PIP
  • sono possibili adesioni a più fondi pensione contemporaneamente, fermo il limite di deducibilità dei contributi a persona.

È possibile iscrivere anche un soggetto fiscalmente a carico, come un figlio minore, studente o coniuge, mantenendo anche in questo caso la possibilità di usufruire dei benefici fiscali previsti dalla legge.

Da questo punto di vista, quindi, il fondo pensione non conosce età ed è uno strumento adatto a qualsiasi situazione.

LA CONTRIBUZIONE E LA DEDUCIBILITA’ DEI CONTRIBUTI VERSATI AL FONDO

E’  possibile scegliere liberamente quanto versare nel fondo pensione e con quale frequenza (ad esempio mensile o annuale). Inoltre, è sempre possibile sospendere la contribuzione per riprenderla in qualsiasi momento. I lavoratori dipendenti hanno la possibilità di versare quote del proprio TFR, anziché mantenerlo in azienda.

TFR NEL FONDO PENSIONE

Versare il TFR maturato nel fondo pensione conviene molto di più rispetto a lasciarlo in azienda. Questo non solo perché contribuisce notevolmente alla costruzione della pensione integrativa, ma per diversi motivi, primo fra tutti la convenienza fiscale e di accumulo.

I VANTAGGI FISCALI DELLA PENSIONE INTEGRATIVA

vantaggi fiscali della pensione integrativa sono molteplici e previsti dall’inizio alla fine.

Innanzitutto i contributi versati annualmente nel fondo sono deducibili fiscalmente, ovvero vengono sottratti dal reddito dichiarato ai fini IRPEF, entro il tetto annuale di 5.164,57 €, facendo risparmiare sulle tasse, (ad esclusione del TFR eventualmente conferito nel fondo pensione che non costituisce reddito imponibile per il lavoratore).

I vantaggi fiscali della pensione integrativa sono molteplici

Il regime fiscale è agevolato rispetto ad ogni altra forma di risparmio o investimento. E’ prevista una tassazione ridotta dei rendimenti finanziari, essendo tassati con un’aliquota del 20%, mentre altre forme di investimento sono attualmente tassate al 26%.

La pensione integrativa, in fase di erogazione, è tassata con aliquota agevolata massima del 15% che a partire dal quindicesimo anno di partecipazione scende dello 0,3% fino ad arrivare al 9% minimo, aliquote  decisamente inferiori rispetto alle aliquote IRPEF sui redditi, che vanno dal 23% al 43%.

LA GESTIONE

L’aderente può scegliere la tipologia del comparto finanziario più adatta al proprio profilo personale. Il comparto può essere:

  • obbligazionario  (prevalenza di titoli obbligazionari)
  • azionario (prevalenza di titoli azionari)
  • misto (bilanciato tra titoli azionari ed obbligazionari)
  • garantito (garanzia della restituzione del capitale versato ed eventualmente anche di un rendimento minimo).
Diversi comparti finanziari possibili

Maggiore è l’orizzonte temporale a disposizione fino al pensionamento, più l’aderente dovrà orientarsi verso investimenti a componente azionaria, che offrono maggiori rendimenti e nel lungo periodo compensano al meglio le normali oscillazione dei mercati finanziari.

I fondi pensione, inoltre, sono retti dal meccanismo dell’interesse composto che fa crescere il risparmio in maniera esponenziale, dal momento che gli interessi maturati con l’investimento generano essi stessi interessi.

LA FLESSIBILITA’

Il piano di risparmio del fondo pensione non è vincolante come si è generalmente soliti pensare, ma, per quanto finalizzato all’integrazione pensionistica, è molto flessibile:

  • le scelte fatte al momento dell’adesione sono modificabili nel tempo per meglio adeguarsi alle esigenze della vita di ciascuno
  • la scelta del comparto finanziario è direttamente proporzionale all’orizzonte contributivo (anni mancanti alla pensione) e al profilo di rischio soggettivo per ogni persona
  • è ammessa la possibilità di cambiare fondo scegliendo liberamente dove trasferire la propria posizione pensionistica decorsi due anni dal momento dell’iscrizione
  • si può attingere a quanto accumulato prima del tempo richiedendo delle anticipazioni, (spese sanitarie, acquisto/ristrutturazione della prima casa, qualsiasi esigenza), o il riscatto della posizione per perdita del lavoro o invalidità
  • è possibile anticipare il pensionamento richiedendo la R.I.T.A.

LE TUTELE
La tutela di quanto versato

Quanto versato ed accumulato presso il fondo pensione è fortemente tutelato, in particolare le risorse versate sono impignorabili, insequestrabili e non possono essere toccate anche in caso di fallimento del gestore. Un’altra importante tutela è che, in caso di morte prima della pensione integrativa, quanto accumulato sino a quel momento spetta agli eredi o ad altri beneficiari eventualmente indicati, senza alcuna imposta di successione.

L’EROGAZIONE DELLA PENSIONE INTEGRATIVA

La pensione integrativa viene erogata una volta maturati i requisiti per la pensione di base e dopo aver versato per almeno cinque anni in un fondo di previdenza complementare. In alcuni casi è possibile riceverla anticipatamente come detto ottenendo una Rendita Integrativa Temporanea Anticipata (RITA). La pensione integrativa può essere erogata interamente in rendita vitalizia o, a scelta, per il 50% massimo in capitale ed il resto in rendita. Si può scegliere tra diverse tipologie di rendita, come ad esempio quella reversibile che in caso di morte dell’assicurato viene erogata al beneficiario prescelto. Se invece la pensione integrativa maturata è di importo esiguo è possibile chiedere la liquidazione dell’intera posizione sotto forma di capitale.

R.I.T.A.: ANTICIPARE IL PENSIONAMENTO CON IL FONDO PENSIONE
Reddito ponte come pensione anticipata

Se si termina l’attività lavorativa o si perde il lavoro a pochi anni dalla pensione pubblica, senza quindi averne ancora diritto, grazie alla R.I.T.A. del fondo pensione si può anticipare il pensionamento godendo di un reddito ponte, fino ad una massimo di 5 anni  prima della pensione di vecchiaia o 10 anni se l’inoccupazione è prolungata (24 mesi).

CONCLUSIONI

La pensione integrativa è fondamentale e necessaria per garantirsi un futuro roseo una volta terminata la vita lavorativa. Il fattore tempo gioca un ruolo fondamentale perché più anni abbiamo a disposizione, meno dobbiamo versare per ottenere un buon risultato di accumulo e di gestione del nostro fondo. E’ troppo banale e superficiale pensare di non destinare oggi una parte dei nostri risparmi a questo tipo di investimento.

Per maggiori informazioni non esitare a richiedere un appuntamento, sono sempre disponibile a qualsiasi tipo di approfondimento.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate…

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