Se il 2019 sarà ricordato per gli alti rendimenti, il 2020 probabilmente sarà all’insegna della VOLATILITA’.

Siamo in un momento in cui perseverano le politiche accomodanti delle banche centrali, in cui la fine del ciclo economico positivo sembra lontana così come il terrore di una recessione profonda.

Attenzione però, il rallentamento economico mondiale sarà inevitabile, anzi, forse in parte già iniziato.

Gli Stati Uniti cresceranno ancora circa del 3%, dicono, ma il problema sarà la QUALITA’ di questa crescita, soprattutto in tema di settore del lavoro, sempre più in fase di deterioramento.

Nello stesso tempo Donald Trump è alle prese con una campagna elettorale molto controversa, in cui gli americani hanno bisogno di vedere positività e fermento.

Anche per questa ragione potrebbe attenuarsi la guerra dei dazi e di conseguenza potremmo assistere ad un buon rally azionario senza sorprese da parte delle Banche Centrali.

L’Eurozona crescerà intorno all’1,2%, sulla scia delle buone notizie tra Usa e Cina e la risoluzione definitiva della Brexit, anche se preoccupa un po’ la situazione tedesca, la Germania non vive un buon momento di crescita.

La Cina dal canto suo crescerà del 5%, dicono, mostrando segnali incoraggianti di crescita domestica grazie ad investimenti sulla sanità locale e nelle scuole. Per noi potrebbe confermarsi un ottimo investimento di lungo periodo, anche alla luce del fatto che nuove opportunità tematiche prenderanno piede nei portafogli degli investitori, vedi in primis LA VIA DELLA SETA e tutti quei Paesi Emergenti dalle forti domande interne. (Per capirci il settore Frontier Mkts).

Vediamo in estrema sintesi cosa aspettarci dal 2020 nel tentativo di disegnare una sostenibile strategia di investimento:

DOLLARO USA: potrebbe deprezzarsi se le tensioni commerciali dovessero attenuarsi. Quindi? Conseguente fiducia in valute emergenti sulle quali oggi persiste un pessimismo esagerato.

Attenzione però al rischio complessivo di portafoglio.

INVESTIMENTI AZIONARI: focus confermato su strategie ad alto dividendo e rotazione di aree più trascurate e sottovalutate. In pratica senza una chiara direzione dei mercati per la presenza di volatilità si prediligeranno azioni ad alto dividendo in comparti value.

Quando l’outlook si sarà stabilizzato, assisteremo probabilmente ad un ottimo boost per i rendimenti che inizieranno a salire (in primis l’indice PMI, previsto per il primo semestre), grazie anche ad una espansione fiscale nella seconda parte dell’anno.

Come aree geografiche bene USA, Europa e Cina. Attenzione come sempre all’orizzonte temporale.

La volatilità sarà alta, quindi avere liquidità potrebbe rivelarsi un’ottima scelta per approfittare di importanti sell-off. (Vedi fine 2018).

In generale i flussi continueranno a prediligere l’Equity a scapito dei Bond.

INVESTIMENTI OBBLIGAZIONARI: all’insegna dell’ottimizzazione della ricerca di rendimento. Nel regime di tassi negativi o molto bassi, sarà fondamentale operare con strategie flessibili.

Buoni ancora i titoli High Yield e obbligazioni di Paesi Emergenti meglio se in dollari americani o in euro per non alzare troppo il rischio complessivo di portafoglio. A livello di componente CORE, Treasury americano e Corporate USA da preferire al Bund Tedesco e ai titoli europei, questo per la maggior liquidità e per il premio di rendimento più conveniente.

INVESTIMENTI ILLIQUIDI: potrebbero rappresentare una buona alternativa per affrontare la volatilità del 2020, ma attenzione, verificare sempre le strategie di investimento e i fondi o i titoli sottostanti. In pratica state lontani dalla classica Black Box e valutate sempre la liquidabilità degli strumenti finanziari scelti.

Per concludere, i tre presupposti positivi per questo 2020 appena iniziato sono:

1.BANCHE CENTRALI ACCOMODANTI: la Fed e la BCE affermano che possibili rialzi dei tassi sono ancora lontani.

2. FASE UNO DELL’ACCORDO USA-CINA: Gli Usa e la Cina hanno concordato un processo decisionale per il 15 Gennaio in cui ci sia la riduzione dei dazi, un aumento degli acquisti di beni agricoli e cambiamenti strutturali a livello di proprietà intellettuale e tecnologica.

Sembra… ripeto sembra, che le due parti siano tornate propositive.

3. MAGGIORE CHIAREZZA SU BREXIT: la vittoria di BORIS JOHNSON alle elezioni britanniche e la conseguente riduzione della probabilità di assistere ad una hard Brexit rappresenta una notizia positiva per il Regno Unito e l’Europa.

Vi auguro uno splendido 2020, nella speranza che quanto appena scritto non venga smentito già nelle prossime ore!!!

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