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Si è da poco concluso il famigerato anno 2020 e quali siano state le caratteristiche principali di questo periodo buio per la nostra “socialità” è chiaro a tutti. Un po’ meno cristalline le dinamiche che hanno accompagnato i mercati finanziari e l’economia mondiale in generale, aspetti sicuramente molto importanti per capire come si sono mossi i nostri risparmi.
IL 2020 IN BREVE
La pandemia Covid-19 ha avuto effetti dirompenti sulle nostre vite e ha messo a dura prova tutte le nostre principali abitudini soprattutto in termini lavorativi e di consumo. Ancora oggi ne stiamo vivendo gli aspetti più duri e complicati.
I singoli Stati, tutti coinvolti, hanno fatto leva sulle politiche fiscali espansive per aiutare i principali cicli produttivi nella gestione dell’emergenza.

Non da meno sono intervenute le Banche Centrali, che hanno agito a sostegno globale dell’economia con strategie note quali PEPP ( Pandemic Emergency Purchase Program) e APP ( prolungamento del programma di acquisto di asset). Per usare parole semplici, politica monetarie espansive e garanzia di liquidità del sistema finanziario globale.
Il 2020 ha sperimentato un calo del PIL ingente, tanto da dover tornare al secondo dopoguerra per assistere ad una contrazione più o meno simile, ma proprio grazie agli interventi degli Stati e delle Banche Centrali, si è ristabilito un clima di maggior fiducia sui mercati tanto da riportare i principali indici globali sui nuovi massimi, dopo il tonfo gigante di Marzo 2020.
COSA ASPETTARSI ORA:
Ecco i temi chiave da considerare nel 2021.
- Ripresa post pandemia.
La pandemia si ripercuote sui mercati in modi differenti. Come prima cosa ha effetti sull’economia a livello globale, in secondo luogo genera un impatto sui comportamenti. In pratica si può passare velocemente da esplosioni di ottimismo a momenti di puro pessimismo, strettamente collegati alla curva dei contagi, agli sforzi dei governi per controllare i focolai e alle notizie sul vaccino.
Quando i mercati sono guidati da fattori ed emozioni sconosciute, i portafogli dovrebbero bilanciare gli asset offensivi con quelli difensivi, beneficiando di eventuali vantaggi e proteggendosi dal rischio.
Quindi il primo spunto è considerare un portafoglio bilanciato.

All’interno di questo portafoglio si possono includere asset ciclici, che tendono a sovraperformare durante la ripresa economica e che durante il 2020 sono rimasti indietro rispetto al rally degli asset più rischiosi.
Infine potrebbe valere la pena identificare e utilizzare una gestione attiva qualificata. Volatilità e divergenza tra prezzi e valori intrinseci sono un buon ambiente per una gestione attiva che porti valore, soprattutto perché le valutazioni di alcuni asset sono salite, rendendo difficile per gli investimenti passivi generare rendimenti interessanti. In parole povere bisogna essere veloci e selettivi.
- Politica e pandemia.
La pandemia ha accelerato e modificato una serie di cambiamenti secolari, come il crescente divario di ricchezza, l’aumento del malcontento sociale, la crescita di fenomeni populisti, l’aumento del protezionismo e l’ascesa della Cina. E anche se ci aspettiamo che il neo Presidente americano, Joe Biden, sia meno conflittuale di Donald Trump e che nel Vecchio Continente l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea sia ormai sostanzialmente risolta, riteniamo che le tensioni geopolitiche siano destinate a perdurare.
E’ quindi necessario concentrarsi sugli asset dei mercati Usa, meno suscettibili alle turbolenze globali, alle oscillazioni valutarie e ai cambiamenti dei modelli di business globalizzati e delle catene di approvvigionamento, senza dimenticarsi della Cina e dell’Asia emergente, che compongono circa l’80% dell’Indice MSCI Emerging Markets, tra i meno colpiti dalla pandemia.
In Europa prevale più cautela, alla luce di varie questioni irrisolte che attanagliano la ripresa economica.
- Politica e bassi rendimenti.
Se fino a oggi le politiche monetarie non convenzionali e l’espansione dei bilanci delle banche centrali sono state la nuova normalità nell’ultimo decennio, lo stimolo fiscale e l’espansione dei deficit pubblici diventeranno la nuova normalità di domani.
In questo senso l’idea d’investimento è puntare sugli asset a rischio, che dovrebbero continuare a ricevere sostegno da parte delle banche centrali, pronte ad aiutare i mercati in caso di dati negativi.

Anche assets come l’high yield, per profili più spinti, godono del sostegno esplicito delle banche centrali, oltre al debito emergente, che può beneficiare della recente debolezza del dollaro americano.
Sebbene i default potrebbero aumentare a causa del coronavirus, la politica dovrebbe supportare le imprese, tenendo così a bada i tassi e lo spread. La ricerca e una gestione attiva qualificata possono aiutare a mitigare l’esposizione verso gli emittenti inadempienti.
Infine, sembra banale, ma non lo è, si possono cercare risorse che possano trarre vantaggio dalla spesa fiscale e dalle nuove politiche di Joe Biden.
- Diversificazione degli stili nel pieno della disruption.
La volatilità e la dispersione, tra vincitori e vinti, possono creare rischi, ma anche opportunità. Mentre alcune aree continuano a soffrire, come il settore alberghiero e la vendita al dettaglio, altre potrebbero continuare a ottenere benefici, come la tecnologia e l’e-commerce.

L’aumento dei contagi e il continuo freno alle attività possono causare un ambiente “risk-off, Covid-on“, con una outperformance di growth e large cap e un rafforzamento del dollaro.
Ma le notizie sul vaccino e sull’allentamento dei lockdown potrebbero invertire il mood in “risk-on, COVID-off“, dove il value e le small cap prenderanno il comando, mentre il dollaro resterà debole.
Qui, l’idea di investimento è di mantenere l’equilibrio tra potenziali vincitori e vinti, utilizzando una gestione attiva.
L’idea è quindi investire bilanciando i possibili vincitori con le azioni trascurate. Alcuni prezzi, come quelli del settore tecnologico e dei titoli di Stato si sono impennati e ora le loro valutazioni appaiono tirate; altri, come quelli di finanziari e titoli europei, sono rimasti indietro e ora sembrano avere il vento a favore.
Sembra contraddittorio, ma in un’ottica di asset allocation del portafoglio, non dobbiamo tralasciare nulla.
- Il costo della “protezione”.
Le politiche estremamente accomodanti e la pressione sui rendimenti hanno spinto al rialzo i prezzi degli asset conservatori. Tradizionalmente, per diversificare il rischio azionario si agisce sulla duration del portafoglio, ma attualmente i titoli di Stato sono costosi, con rendimenti su livelli storicamente bassi. Il dollaro USA può essere un altro metodo comprovato in grado di mitigare il rischio al ribasso, ma non è economico.

Un’idea di investimento può essere quella di includere nei portafogli valute rifugio, partendo dal dollaro e finendo per includere lo yen giapponese e il franco svizzero.
Una seconda opzione è utilizzare strategie attive per attingere al mercato obbligazionario globale, così da ridurre il rischio ribassista.
Attenzione però al mercato Bond in generale, molto inflazionato e pericoloso.
CONCLUSIONI:
E’ facile intuire che il 2021 non sarà un anno lineare e piacevole, dovremo gestire ancora mal di pancia e momenti di tensione sui mercati. Nello stesso tempo è necessario reagire allo stallo socio-economico che ha generato questa pandemia e ritrovare slancio nelle nostre attività quotidiane.
I portafogli che seguo considerano tutte le variabili prima citate e cercano di sfruttare a pieno quanto analizzato in poche righe… è ovvio che il mercato ha sempre ragione e quando decide di cambiare sentiment il mio compito è agire immediatamente sul timone per riprendere la rotta giusta, senza lasciare nulla al caso.
Nella speranza di rivedervi preso di persona, vi auguro un Buon 2021!
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